Ancora una volta sono nella prova, una delle tante prove che
tu stesso mi hai affidato. Chiudo gli occhi e faccio un lungo respiro, cerco di
immaginare il peso della fatica che dovrò affrontare e la grande forza di
sopportazione che dovrò avere così riapro gli occhi per non vedere altro e mi
affido completamente a te. Un altro pezzo della tua Santa Croce sento che mi
appartiene, la strada è sempre in salita, continuo a salire faticosamente senza
una meta ben precisa; anche questa volta mi lascio guidare dal tuo amore e
accetto tutto quello che mi stai mandando. Richiudo gli occhi e nella mia mente
vedo avvicinarsi la solitudine, le giornate buie, la dura lotta contro me
stesso, il sudore … Signore stammi vicino, allevia il peso di questa prova e
salvami da ogni male e da ogni pericolo. Concedimi la possibilità di rimediare
agli sbagli che farò, infondi in me sapienza e lucidità nelle scelte che dovrò
affrontare, donami coraggio e perseveranza, donami attenzione e correttezza.
Come tu mi vuoi io sarò, dove tu mi vuoi io andrò …
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venerdì 26 giugno 2015
Come tu mi vuoi
venerdì 20 febbraio 2015
Il peso della croce
“Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno
di me”
Gesù
prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro
peccato, di tutti noi, e lo lava, lo lava con il suo sangue, con la
misericordia, con l’amore di Dio. Questo
è il bene che Gesù fa a tutti noi sul trono della Croce. La croce di Cristo
abbracciata con amore mai porta alla tristezza, ma alla gioia, alla gioia di
essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui quel giorno
della sua morte. La morte di Gesù insegna agli uomini che l’amore vero è quello
che accetta di portare il peso della colpa altrui. La croce è il prezzo della
fedeltà all'amore di Dio e alla sua misericordia per tutti i peccatori.
Rifiutato da noi, Gesù muore per noi: si è comportato con noi come il parente
prossimo che si prende personalmente a carico la sorte del
fratello. La croce non è un brutto incidente di percorso sulla strada di Gesù;
non è un disguido sciagurato, prontamente recuperato dalla risurrezione; non è
la sconfitta irreparabile dell’amore: è il suo trionfo, la sua definitiva,
indubbia e indiscutibile rivincita.
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