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martedì 9 aprile 2013

Papa Francesco già nel cuore dei fedeli

 “Voglio una Chiesa povera per i poveri, ecco perché ho scelto di chiamarmi Francesco”. In questa semplice frase si racchiude tutto il programma di governo del nuovo Papa, che nella sua prima settimana ha già conquistato i fedeli di tutto il mondo, con la sua ventata di “freschezza e di energia spirituale che cancella quasi la sua anagrafe. Ci sono poi nel suo sorriso e nella sua leggera ironia tutte le componenti di uomo che porta veramente Cristo nel cuore così come lo aveva il poverello d’Assisi, anche quando il male del mondo sembra prevalere su tutto. Egli nel suo primo Angelus a piazza San Pietro ci ha ricordato come Dio è amore e misericordia, e di come non dobbiamo mai stancarci di chiedere perdono perché il Padre che è nei cieli mai smette di concedercelo. Parole di speranza, che scaldano il cuore e che si sposano con altri discorsi importanti fatti dal Papa in questi giorni di pontificato come quando dice: “ Non diamo ascolto al pessimismo e l’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno”; frase questa che abbiamo letto come una testimonianza di “perfetta letizia” e quindi come una ulteriore aderenza del Santo Padre al sentire francescano. La coerenza fra il nome scelto e l’immediata testimonianza, il Papa l’ha data sin dalle sue prime azioni e i suoi primi discorsi. Il non voler viaggiare nella lussuosa macchina papale, il non volere la scorta, l’indossare una semplice croce piuttosto che quella d’oro, la sua semplicità e immediatezza, nel dire le cose anche le più scomode, ci riconducono proprio al modello del santo di Assisi. Insomma il soffio dello Spirito Santo, tante volte invocato nella preghiera dei fedeli in queste settimane, ha soffiato forte e impetuoso spiazzando ancora una volta gli scettici e le cassandre. La chiesa di Cristo è in buone mani, anzi lo è sempre stata proprio perché, come detto più volte anche da Benedetto XVI, Cristo ne è il capo. E Papa Francesco, 266° pontefice della Chiesa universale, ne è il degno vicario. Egli, anche per tutta la storia che lo accompagna, saprà davvero stare dalla parte degli ultimi e siamo certi darà risposte forti ed importanti ai problemi che ultimamente hanno procurato sofferenza alla Chiesa.

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