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domenica 3 febbraio 2013

Il desiderio di amare e di essere amati

Ognuno di noi nel corso della propria vita ha vissuto delle esperienze gioiose o traumatiche, e il desiderio di amore che è insito nell'uomo può essere molto condizionato da queste esperienze, soprattutto da quelle negative. Per esempio chi nell'infanzia ha ricevuto poco amore dai propri cari, o non ne ha ricevuto affatto, o è stato educato a reprimere i suoi sentimenti e a provarne vergogna, o ancora chi ha avuto un padre e una madre che hanno per vari motivi  fallito nel tentativo di dare amore incondizionato, cresce maturando un'idea di sé stesso, di Dio e degli uomini, che non è reale, ma frutto di una immagine distorta che viene formulata dall'inconscio ferito. Per cui accade che persone che, per esempio, hanno avuto un padre cattivo identifichino in Dio una immagine di padre violento o vendicativo, oppure persone che non hanno mai ricevuto dai propri genitori approvazioni di alcun tipo, imposteranno inconsciamente la propria vita in funzione della ricerca continua di approvazione, di essere amati, di colmare inconsciamente quei vuoti interiori che ancora gridano nel profondo del cuore e condizionano tutta la vita. A questo punto della propria storia personale, in cui in realtà non si è guariti ma si è in piena tempesta di sensi di colpa, angosce e insicurezze, ci si può trovare ad instaurare una relazione affettiva con un'altra persona. Le persone che non sanno di avere questo particolare bisogno "non sano" di amore, instaureranno col partner un tipo di rapporto che servirà loro per ricevere tutto l'amore e la considerazione che non hanno ricevuto nell'infanzia: cioè inconsciamente si "userà" l'altra persona per soddisfare un bisogno reale, bisogno presente nel cuore e che esige di essere soddisfatto, bisogno non guarito, non cresciuto, non appagato. Questo fenomeno accade anche quando si instaura un'amicizia profonda tra due persone, non necessariamente un fidanzamento. Ecco che il rapporto in atto in realtà non è autentico, perché dietro il tentativo di ricercare il bene dell'altro, invece, ci si ritrova ad avere un bisogno morboso di quella persona perché la sua presenza nella propria vita illude l'inconscio di un falso appagamento di amore che ha sempre ricercato. Instaurando un rapporto di questo tipo si è disposti a tutto pur di non perdere quella persona, che magari forse ci fa anche soffrire e con cui non stiamo così bene come vorremmo, ma di cui non possiamo proprio farne a meno. Il fidanzamento sano è invece quel legame che si instaura con l'altro al fine di costruire insieme un rapporto autentico in cui ci si scambia l'affetto in modo libero, secondo la natura del rapporto, orientato alla stabilità e alla durevolezza. Sappiamo che nel fidanzamento secondo la Volontà di Dio non è possibile avere rapporti sessuali proprio per favorire quella fortezza interiore dei due partner che sarà la base di un affidabilità reciproca nella vita e poi nella famiglia. Nel fidanzamento in cui si ricerca in modo innaturale ciò che è mancato per tutta una vita, invece, i due sono di ostacolo alla crescita reciproca, perché alla base del rapporto non c'è amore puro, ma una carenza affettiva non sanata. E così accade che per non perdere l'amato, le ragazze sono disposte a donare subito il proprio corpo come pegno di una stabilità che si augurano di trovare nel rapporto che instaurano. Diversamente, i maschi senza una stabilità e una identità ancora definita, si tuffano nei rapporti prematrimoniali come se fossero la soluzione estrema e facile ai loro complessi e alle loro insicurezze: infatti oggi c'è la convinzione che non si è "uomini" se non si ha avuto almeno un rapporto sessuale.

Per trovare il fidanzato/la fidanzata

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