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lunedì 12 novembre 2012

Significato della consacrazione a Maria

Se Maria è mediatrice imprescindibile e universale della nostra cristificazione, se cioè nessun uomo può entrare nel mistero del Figlio di Dio fatto uomo prescindendo dalla mediazione materna almeno indiretta di Maria, il ricorso alla Madre di Dio diventa un fattore determinante della nostra effettiva cristificazione. Si può prendere atto di questo stato di cose a livelli diversi: di implicita ammissione, oppure di invocazione occasionale, di ricorso costante, di dedizione piena a Maria come a Madre. La consacrazione a Maria, al suo Cuore Immacolato costituisce la risposta più adeguata alla mediazione materna di Maria. Il popolo cristiano, che sperimenta continuamente il potere della mediazione materna di Maria, giustamente vuole approfittarne per i suoi fini di santificazione e salvezza, affidandosi a lei. Questo affidarsi a Maria si è espresso, lungo i secoli, in varie forme di dedizione, più o meno integrali. Il vocabolario è ricco e significativo. La devozione stessa a Maria indica l'atto di votarsi a lei, di offrirsi in voto alla Madre di Dio perché essa quasi garantisca la salvezza del credente. Altri invece si offrono a Maria, si donano a lei. Negli ultimi secoli è invalso l'uso di consacrarsi a Maria, cioè di rendersi suo possesso sacro e intangibile. Sempre in una linea di ricerca di modi più profondi e radicali di offrirsi, questa consacrazione, con S. Grignon de Monfort, si è espressa come schiavitù mariana. Al di là di questa terminologia, che urta la sua sensibilità, il cristiano fervente d'oggi non cessa di voler appartenere totalmente a Maria, di darsi a lei come a Madre. Questo desiderio assume sfumature diverse che determinano la scelta dei modi di esprimersi; ma è indubbio che, sotto la diversità del linguaggio, la volontà di darsi a Maria resti immutata nella coscienza della Chiesa.
Ma che cosa vuol dire «consacrarsi a Maria»?
La consacrazione alla Vergine è intesa sostanzialmente in due diversi modi di offrirsi:- Più comunemente i nostri fedeli si consacrano a Maria con la mentalità di chi invoca una protezione, cioè come persone da proteggere dal peccato, dai mali della vita, fino alla salvezza eterna. Questo modo comune di intendere la consacrazione è certamente molto valido e gradito a Maria, ma rimane a un livello di comprensione materiale. L'assistenza materna di Maria eserciterà senza dubbio un influsso trasformatore sulla persona che a lei si offre, ma tale trasformazione non viene intesa come obiettivo proprio della consacrazione.
- Più a fondo, ci si consacra a Maria per essere posseduti radicalmente da lei, per realizzare una profonda conformità interiore con lei: come persone da trasformare secondo lo spirito di Maria, e quindi di Cristo suo Figlio. Ci si offre a Maria per essere progressivamente sempre più posseduti dallo Spirito, che in lei si è espresso secondo le accentuazioni tipiche della sua femminilità immacolata, verginale e materna.Lo stesso Spirito, che ha foggiato e ispirato incessantemente la umanità del Cristo e non un altro Spirito, perché il mistero dell'unità salvifica è animato da uno Spirito solo, lo stesso Spirito che nel Cristo si esprime in pienezza di umanità e di virilità, ha operato in Maria il capolavoro della mediazione materna, ricco di inesauribili valenze. Ha fatto di Lei la «via» spirituale agevole al Cristo: quella via che facilita il lavoro, che addolcisce le asprezze, che garantisce la riuscita. Chi si è dato in questo modo a Maria sarà portato a dare concretezza a questa dedizione mediante sentimenti, comportamenti e azioni che lo riportano all'imitazione della sua Madre, a ispirarsi al suo spirito. Si troverà frequentemente di fronte al volto immacolato di Maria, e sentirà il richiamo all'innocenza, alla purificazione del cuore. Incontrerà il suo sguardo verginale, che ispira castità gioiosa. Si sentirà circondato dalle provvidenze materne di Maria, che è piena di dolcezza e di attenzioni delicate per i suoi figli prediletti, e ispirerà il proprio comportamento alle grandi virtù che hanno fatto di Maria la Madre di Dio: fede, forza d'animo, disponibilità alla voce di Dio, prudenza, mitezza, amore sconfinato per Dio e per gli uomini...Il darsi a Maria nel modo più radicale possibile non oscura la nostra piena dedizione a Gesù, al suo Cuore, al suo Spirito, ma la dispone meglio, la facilita e garantisce. Il fatto che lo Spirito abbia voluto questo tipo di mediazione legato all'essere di una donna immacolata, vergine e Madre di Cristo, ha un'incidenza incalcolabile sia nella sfera teologica che in quella psicologica. Se a Dio piace concederci le sue grazie tramite sua Madre, costituendola mediatrice universale di tutti i suoi tesori, è chiaro che ogni tentativo di accedere al gran Re mediante la sua stessa Madre gli è particolarmente gradito, mentre non è priva di presunzione la trascuratezza di tale mediazione. La persona che si dà pienamente a Maria rimane libera di rivolgersi direttamente a Gesù e al Padre, ma questa sua libertà si svolge nel clima della mediazione indiretta e implicita di Maria. Nella sfera psicologica, inoltre, Dio ci offre la mediazione di sua Madre perché sa quanto la donna vergine e madre risponde alle esigenze più profonde dell'animo umano. Nulla togliendo alla fonte della grazia, anzi illuminandosi di essa, Maria facilita il nostro accesso a Dio infondendo nel nostro cuore assetato di maternità le dolcezze del suo affetto materno e le finezze del suo cuore verginale.

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