Parla con la Vergine

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mercoledì 13 giugno 2012

ALLA MADONNA PER TROVARE LA FORZA DI CONFESSARSI


O madre mia, ecco che percepisco, in fondo al cuore, il desiderio di
confessarmi e la profonda desolazione per tanti peccati commessi.
Ma l'inferno, al vedere che mi state strappando dai suoi artigli, si è
tutto scatenato contro di me e mi insinua tanti pensieri e dubbi, uniti a
tristezza, perché io rimandi la confessione e non mi decida ad
assecondare il Vostro materno richiamo.
So bene tuttavia che mi siete vicina, e allora, contro questi pensieri,
io scaglio le parole della Sacra Scrittura:
"Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano e fuggano davanti
a lui quelli che lo odiano. Come si disperde il fumo, tu li disperdi;
come fonde la cera di fronte al fuoco" (Sal 68,3).
Non mi sono vergognato di peccare e non mi vergognerò di accusare le mie
debolezze; ho trovato il tempo di peccare e troverò il tempo per
chiedere perdono; non ho rimandato il peccato e non rimanderò la
confessione.
So bene che, a causa del peccato originale e di tanti miei peccati
attuali, ormai la mia coscienza non è più arbitra veritiera di ciò che
e bene e ciò che è male; perciò, umilmente, mi sottometto al giudizio
della Chiesa e del suo infallibile magistero, rinunciando alla ridicola
pretesa di stabilire io ciò che si debba o non si debba fare.
Non voglio rifiutarmi di andar contro le passioni sregolate, ma
coraggiosamente abbraccio la croce del rinnegamento di me stesso: tutto
questo non mi fa paura perché so che Voi siete al mio fianco.
Come ora mi ispirate il desiderio di confessarmi, così mi farete vincere
la paura di abbandonarmi tutto a Gesù, mi libererete dal dubbio di non
riuscirvi, mi condurrete alla vittoria e schiaccerete la testa
dell'infernale serpente anche con la mia vita rinnovata.
Non è dalle mie povere forze che spero di emendarmi e di farmi santo, ma
dalla vostra vicinanza e misericordia.
Anche se avessi commesso i più orribili peccati e avessi confitto mille
e mille spade nel Vostro Immacolato Cuore, non voglio ora crudelmente
piantare quella spada che per Voi è senza dubbio la più dolorosa:
vedermi rimandare la confessione.
O Vergine Maria, che senza esitazione rispondeste di si all'angelo e che
in fretta saliste verso la montagna per visitare la Vostra cugina
Elisabetta, concedetemi la grazia di non esitare un solo istante a
lasciarmi abbracciare dal Buon Padre, che da tutta l'eternità mi sta
aspettando, desideroso di liberarmi dalla schiavitù del demonio, di
rigenerare la candida veste che ricevetti il giorno del battesimo e di
prepararmi a quell'abbraccio di gioia che durerà per i secoli eterni.
Amen.

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