Parla con la Vergine Maria

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giovedì 14 giugno 2012

Preghiera per gli amici


Signore, tu ci hai comandato di amare tutti gli uomini in te e per te: per tutti imploro la Tua clemenza.   Ci sono però molti per i quali Tu hai impresso nel mio cuore un affetto più intimo e familiare: a loro voglio bene con più ardore, per loro voglio pregare con più intensità.
Abbracciali nel Tuo amore, Tu che sei la fonte dell’amore, Tu che mi comandi di amarli e insieme me ne dai la capacità. Se la mia preghiera non vale ad ottenere per loro dei vantaggi perché ti è offerta da un peccatore, valga almeno perché nasce in risposta ad un Tuo comando.
Per te, dunque, che sei l’autore e la fonte dell’amore, per Te, e non per me, continua ad amarli, e fa' che essi pure Ti amino con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima, così che possano volere, dire e fare solo quanto piace a Te e giova al loro bene.
La mia preghiera è troppo tiepida, poiché debole è la fiamma del mio amore, ma Tu, che sei ricco di misericordia, non misurare i doni che Ti chiedo per gli amici sul torpore delle mie invocazioni, ma come la Tua benignità supera ogni amore umano, così la Tua risposta trascenda lo scarso fervore della mia supplica.
Fa' per loro e con loro, Signore, quanto li aiuta a procedere nel cammino che hai tracciato per loro, così che siano sempre e ovunque guidati e protetti da Te, fino a che raggiungano la sicurezza gloriosa del cielo.

giovedì 7 giugno 2012

SPECIALE MADONNA DELLO SCOGLIO

Era il maggio 1968, l'epoca in cui le grandi cristianità d'Europa e d'A­merica venivano sconvolte da una rivoluzione di nuovo tipo. Era un vento libertario di sogni, di eros e di barricate sulla tomba dei divieti che fece tremare de Gaulle, la Francia e la Chiesa. Quella rivoluzione disin­tegrò, in qualche mese, tanti semi­nari e tante opere fiorenti.
Cosimo Fragomeni era molto lon­tano da tutto questo, ma la Vergi­ne gli apparirà, triste, sebbene senza lacrime, diversamente da La Salette. Ecco dunque il suo racconto fino ad oggi inedito. Il giorno 11 Maggio dell'anno 1968, poco prima dell'imbruni­re, stavo rientrando a casa dal lavoro dei campi e portavo sulla spalla un fascio d'erba per gli animali. Mentre passavo, pro­prio dirimpetto allo Scoglio, mi sono visto improvvisamente abbagliato da una grande luce. Mi sono fermato, ho alzato la testa per vedere cosa era suc­cesso, ma non ho visto nulla. Appena mi sono rimesso a camminare, come se qualcuno mi dicesse di guardare verso lo Scoglio, guardai e mi sono visto davanti agli occhi, proprio sulla sommità dello Scoglio, una dolce figura di una giovane donna, di carnagione scura, sui 18 anni di età, con i capelli lun­ghi di colore castano scuro. Era scalza, con le mani giun­te, tutt'attorno circonfusa da un alone di fulgidíssima luce e dietro le spalle si vedeva come un sole luminoso, dai lunghi raggi dorati. Indossava un vestito bianco come la neve, una cintura e un manto azzurro, un velo bianco trasparente in testa, cosparso di stelle e al polso un luccican­te rosario di perle. In quel momento ho sentito come un brivido attraversare il mio corpo, fui preso da un forte senso di paura e stavo per scappare. Ho pensato infatti si trattasse di qualche spirito, anche se dall'aspetto sembrava la Madonna. Il racconto è limpido come quello di Bernadette e ha le stesse caratteristi­che: la luce precede l'apparizione e la circonda. Un timore reverenziale invade il contadino di 18 anni che non ha frequentato molto la scuola, ma, con l'intelligenza intuitiva e la cultura umana della gente della terra, si esprime con termini appro­priati. Descrive l'apparizione con delle parole scelte: carnagione, lucci­canti, fulgidissima che non sono nel mio piccolo Vocabolario. Continua: La giovane donna, dall'alto dello Scoglio, fece un inchino con la testa, distolse le mani e mi fece cenno di non scappare, dicendo­mi con voce amabile e scanden­do le parole piano piano: "Non avere paura, vengo dal Paradi­so, io sono la Vergine Imma­colata, la madre del Figlio di Dio. Sono venuta a chiederti di costruire qui una cappella in mio onore. Io ho scelto que­sto luogo, qui voglio stabilire la mia dimora e desidero che da ogni paese si venga qui a pregare". Appena terminò di parlare, congiunse di nuovo le mani, fece un inchino con la testa, alzò gli occhi al cielo, si staccò dallo Scoglio e subito scom­parve nell'aria. Subito dopo mi sono sentito come sconvolto, profonda­mente turbato, assalito dal dubbio se era veramente la Madonna oppure no. Sono rimasto ancora un attimo ai piedi della grande siepe presso lo Scoglio e poi rientrai subito a casa. Arrivato a casa, ho preso immediatamente carta e penna e ho messo per iscritto, per non dimenticare, le parole che avevo appena udito dalla gio­vane donna.

Chi è dunque Fratel Cosimo?
È difficile definirlo. La sua umiltà e la sua trasparenza, sfidano le definizioni con la forza della sem­plicità. Il suo contatto intimo con Cristo e con la Nostra Signora è palpabile e si irradia intorno a lui. Sembra si identifichi con la luce.
Prega molto: un Rosario al mat­tino e uno alla sera, ma l'elemento di fondo è una meditazione conti­nua.
Al primo incontro, la sua laconicità mi ha sconcertato. Molti veggenti sono loquaci, perfino interminabili. Vi sommergono. Fratel Cosimo invece è piutto­sto il contrario: ciò che irradia da lui è questo "pregare sempre". È la presenza di Dio che mantiene vita e preghiera, non senza sforzo, per preservarsi dalla dispersione che lo circonda".
Fratel Cosimo è uno zampillare calmo e discreto, a immagine della sorgente da cui ha ricevuto la rive­lazione interiore. È calmo, tran­quillo, fiducioso, apparentemente inattivo, preso dal contatto del momento. Ma la sua memoria è attenta, registra.
"Da storico, gli avevo chiesto delle date che non ricordava. Me le ha fatte sapere al mio ritorno, in due correzioni del suo rac­conto autografo delle prime apparizioni". Fratel Cosimo ha deciso intelligen­temente la costruzione del luogo di pellegrinaggio. Realizza lenta­mente e progressivamente la sua missione, secondo le parole ricevu­te in occasione della seconda appa­rizione: "Il Signore vuole fare di te uno strumento del suo Amore per la salvez­za delle anime".
Non manca di ardore interiore, semmai il contrario, ma questo ardore appare solo quando è utile o importante per la sua missione. Allora, emergono parole forti e calorose.
La Vergine gli ha anche detto: "Io ti aiuterò, ma tribolazioni e sofferenze non ti mancheranno".
"Malgrado la sua apparente gioia di vivere con Dio, ho chiesto a Fratel Cosi­mo se avesse problemi con il demonio. Ha risposto con un pronunciato cenno di assenso. Volevo andare a fondo con domande, ma poi non me la sono senti­ta di insistere ancora. Temevo di sem­brare indiscreto. Ho osato ritornare sul­l'argomento solo quando, in auto con Ferdinando Zappavigna, l'amico avvo­cato della Fondazione, ci siamo recati al vescovado. Le risposte sono allora sca­turite vive, precise e talvolta spedite".
In breve, Fratel Cosimo ha attra­versato molte difficoltà e opposi­zioni:
- da parte degli uomini: si tratta dei peccatori che resistono, ma più comunemente di coloro che non accettano l'autenticità del suo incontro, né della sua missione;
- subisce anche le tentazioni e le sevizie del demonio che maltratta i suoi avversari più pericolosi. Così come fece con Gesù Cristo, dalla prima all'ultima tentazione, indi­cata da Luca. Dopo l'insuccesso delle prime tre, il demonio, vinto, si ritirò attendendo nell'ombra il momento opportuno: il kairos come dice la parola greca, cioè l'ora della Passione, l'ultima prova. Seguendo Cristo, Fratel Cosimo ha subito tentazioni e attacchi interiori e fisici. Ha provato la disperazione e l'abbandono pro­prio come Gesù.
"Sulla croce, il Salvatore, sentì forte il senso dell'abbandono e l'a­gonia di una notte che si veniva formando nella sua psicologia umana. Ciò nonostante permane­va in Lui un traboccante perdono e tanta benevolenza".

Fratel Cosimo riceve anche fisica­mente dei duri colpi. Succede nei momenti in cui la sua azione diventa più efficace. In qualche modo ne paga il conto. Allora, però, conserva una grande fiducia in Dio e nella sua azione. Quando sembra che Dio lo abbandoni, si abbandona ancora di più a Lui, nella notte. Viene guidato più di quanto sia lui a guidare.
Quando guida, significa che Dio lo guida.
"Raramente ho visto un tale spoglia­mento, una simile naturale ricettività; per nulla passiva, ma reattiva, se neces­sario".
Conosce anche le sofferenze della Passione, soprattutto il giovedì e il venerdì, giorni commemorativi. Maggiormente durante la Quaresi­ma, sulla scia di San Francesco. Rivive le terribili sofferenze fisiche di Cristo. Le risente, sembra, nel­l'ordine della Passione, compreso lo strazio della morte. Le soffre dall'interno, atrocemente, ma nella pace e nell'amore, senza stig­mate visibili e senza effusione di sangue. Il Signore lo ha invitato a portare la sua croce nel quotidia­no, dicendogli esplicitamente: "Vuoi aiutarmi a portare la Croce?". Questo fa pensare a ciò che il Signore fa vivere in modo discreto a tante anime vittime volontarie. Lo ha chiesto in modo esplicito anche a Yvonne Beauvais, quando il 5 luglio 1922, impegnandosi a dare inizio alla sua vita mistica, Gesù le disse mostrandole la Croce: "Vuoi tu portarla?". Lei ha accettato e ha conosciuto le stigma­te sanguinanti cui è stata dedicata una specifica monografia.

VIDEO PROCESSIONE MADONNA DELLO SCOGLIO E BENEDIZIONE DI FRATEL COSIMO


mercoledì 6 giugno 2012

CHIEDI UNA GRAZIA ALLA MADONNA MIRACOLOSA

O Maria,Madre di Dio,
Madonna Miracolosa,
mi rivolgo a te,
che per il volere del Padre,
per il si del Figlio,
in virtù dello Spirito Santo,
custodisci il Verbo
nel tuo grembo materno.
Mi rivolgo a te
perchè a te fui affidato
dal tuo figlio sulla croce.
Mi rivolgo a te che sei
madre della Chiesa
per ringraziarti del dono della vita,
il cui autore tu stessa
hai offerto al mondo,
facendoti serva del tuo Dio
nel silenzio del tuo cuore.
Senza esitare un solo istante io
povero peccatore,
ricorro alla tua intercessione
affinchè il Signore mi conceda
la conversione del cuore e,
in particolare,la grazia di
........(dire la grazia che si vuole ottenere)
Per Gesù Cristo nostro Signore,
che è Dio e vive e regna con
Dio Padre nell'unità
dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen!

AFFIDAMENTO ALLA MADONNA MIRACOLOSA

martedì 5 giugno 2012

PERCHÉ LA MADONNA APPARE?


La crisi del mondo d'oggi sta nell'incredulità verso Dio e nella conflittualità tra gli uomini. L'incredulità è una malattia ed una debolezza, ma, come sappiamo dal Vangelo (Me 6, 5) ha pure un'enorme forza: quella di impedire all'amore di Dio di agire in noi.
Questa nostra crisi non dipende, quindi, dall'essere venuta meno la Misericordia di Dio o la Sua Onnipo­tenza. Dipende tutta dalla durezza del nostro cuore che si va chiudendo a Dio. Per salvarci, il nostro amatissimo Padre celeste deve riuscire ad aprire i nostri cuori e deve ottenerlo dalla nostra libertà.
Maria è figlia della nostra umanità, donna tra le donne. Ma, a differenza di tutti noi, non soltanto è stata preservata nel concepimento e nella vita da ogni pecca­to, ma ha saputo, anche a nome nostro, offrire a Dio quel cuore aperto che sa dire e sa vivere, senza mai venir meno, quelle parole che furono in Lei, prima che nel Cuore umano di Gesù: «Ecco la serva del Signore: mi avvenga secondo la tua parola» (Le 1, 38).
Ella, nel dirle, riconosce la grazia di Dio a Lei concessa. Ma Dio, nel sentirle, le riconosce merito della sua umana liber­tà. A Lei ha dato il potere di generare negli uomini la vita, che, quelle parole, vissute, danno. Perciò Maria è Madre della Divina Grazia, Madre della Chiesa, Madre dei cristiani, Madre degli uomini e Madre dei peccato­ri, e lo è per lo stesso "sì" per cui è Madre di Dio. Lei ha il potere di comunicarci il suo vissuto, la sua aper­tura, la sua beatitudine.
Gesù stesso la riconobbe in chiunque vive la volontà di Dio (Me 3, 33-35). In più, Ella ha vinto Satana. In Lei l'efficienza dell'Angelo ribelle non fu accolta. Lei e la Chiesa generata da Lei, hanno la saggezza, la libertà e la potenza necessaria per calpestare la testa del serpente, e di farlo totalmente e sempre. Dinanzi a Lei Satana deve recedere come vinto ed è costretto ad abbandonare l'uomo che, avendolo reso vincitore, gli si è sottomesso, consegnandosi schia­vo.
Se è vero che Satana non ha altra forza contro l'uo­mo che quella che l'uomo stesso gli dà, al sopraggiun­gere di Maria soffre la debolezza del non aver potuto nulla possedere in Lei, neppure un atto di rabbia con­tro Dio o di rifiuto dell'uomo, mentre Gesù era in croce. Maria in Gesù è Ella stessa quel "più forte" che può sopraffare il forte, che ci tiene in ostaggio (Me 3, 27). Lei stessa disse che veniva perché stiamo vivendo il secolo di prova, in cui Satana tenta di distruggere la Chiesa e il mondo. Ma non vi riuscirà perché la vitto­ria è di Dio.

lunedì 4 giugno 2012

PREGHIERA PER CHI E' AFFETTO DA UN MALE

Signore, aiutami a sopportare questo male per le anime che hanno più' bisogno e che Tu ami cosi tanto.
Aiutami a sopportare questo male assieme alla mia famiglia, I miei amici e a tutti quelli che hanno cura di me, donaci forza e coraggio.
Fa, Signore, che questo male non mi rubi la gioia nella vita che Tu mi hai regalato.
Con il Tuo aiuto, camminerò' verso la Tua luce in piena conoscenza della promessa che a nessuno di noi darai una croce da portare più' pesante di quanto possiamo sopportare.
Signore, aiutami a vivere ogni momento del mio male ringraziandoti, lodandoti e glorificandoti, in attesa della Tua venuta, Amen.

PER CHIEDERE IL DONO DELLA SERENITA'


Signore, concedimi la serenità
per accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio per cambiare le cose che posso,
e la sapienza per comprendere la preziosità della vita
condotta ogni giorno con serenità,
gustando ogni momento quietamente,
accettando la contrarietà come il sentiero che conduce alla pace,
accogliendo come Tu hai fatto
questo mondo peccatore così quale è,
non come mi piacerebbe che fosse.
Confidando che tu, o Signore,
ordinerai tutte le cose
nella misura in cui io mi sottometterò alla tua volontà,
perché possa vivere felice in questa vita
e pienamente gioioso con Te per sempre nell'altra.
Amen.

domenica 3 giugno 2012

Preghiera per il proprio compleanno


Gesù, ti ringrazio per avermi dato la vita.
Oggi è il mio compleanno, e soprattutto è quel giorno che,
con un atto di amore dei miei genitori voluto dal Tuo immenso amore,
ho visto la luce della vita.
Tu, o Signore, non ti sei limitato ad offrirmi questa vita,
ma con il battesimo hai posto davanti a me la vita eterna.
Ti ringrazio, Signore, perchè oggi mi permetti di vivere questa festa in Te;
fa che ogni giorno della mia vita terrena io possa gioire in Te,
come ora ed ancor più di ora.

venerdì 14 ottobre 2011

Preghiera per gli sposi:Il dono di nozze da parte di Dio

La creatura che hai al fianco è mia.
Io l'ho creata.
Io le ho voluto bene da sempre, prima di te e più di te.
Per lei non ho esitato a dare la mia vita.
Te la affido.
La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.
Quando l'hai incontrata l'hai trovata amabile e bella.
Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza,
è il mio cuore che ha messo in lei tenerezza ed amore,
è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità,
la sua intelligenza e tutte le qualità che hai trovato in lei.
Ma non puoi limitarti a godere del suo fascino.
Devi impegnarti a rispondere ai suoi bisogni, ai suoi desideri.
Ha bisogno di serenità e di gioia, di affetto e di tenerezza,
di piacere e di divertimento, di accoglienza e di dialogo,
di rapporti umani, di soddisfazione nel lavoro,
e di tante altre cose.
Ma ricorda che ha bisogno soprattutto di Me.
Sono Io, e non tu, il principio, il fine,
il destino di tutta la sua vita.
Aiutala ad incontrarmi nella preghiera, nella Parola,
nel perdono, nella speranza.
Abbi fiducia in Me.
La ameremo insieme. Io la amo da sempre.
Tu hai cominciato ad amarla da qualche anno,
da quando vi siete innamorati.
Sono Io che ho messo nel tuo cuore l'amore per lei.
Era il modo più bello per dirti
"Ecco te l'affido
Gioisci della sua bellezza e delle sue qualità"
Con le parole "Prometto di esserti fedele,
di amarti e rispettarti per tutta la vita"
è come se mi rispondessi che sei felice di accoglierla
nella tua vita e di prenderti cura di lei.
Da quel momento siamo in due ad amarla.
Anzi Io ti rendo capace di amarla "da Dio",
regalandoti un supplemento di amore
che trasforma il tuo amore di creatura
e lo rende simile al mio.
E' il mio dono di nozze: la grazia del sacramento del matrimonio.
Io sarò sempre con voi
e farò di voi gli strumenti del mio amore
e della mia tenerezza:
continuerò ad amarvi attraverso i vostri gesti d'amore"