Parla con la Vergine Maria

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domenica 21 gennaio 2024

RICHIESTA DI AIUTO ALLA MADONNA

Madre infinitamente buona prega per me e per le mie necessità, aiutarmi lungo il percorso della mia vita e rendimi forte contro il nemico. Veglia sempre sulla mia famiglia e dona loro tanta salute e serenità. Mantieni sempre viva ed armoniosa la mia relazione con la persona che amo e che da tanto tempo fa parte della mia vita. Concedimi la grazia di trovare pace nel mio luogo di lavoro e supportami in tutte le scelte che farò; dammi il coraggio di affrontare superiori e colleghi malvagi e tienimii lontano da ogni loro azione malefica. Madre della divina grazia, mi affido completamente a te...

martedì 10 giugno 2014

La Santa visita alla Madonnina Miracolosa

Caro fratello e sorella, che passi da questo sito, sappi che Maria ti aspetta per donarti un sorriso, risollevare il tuo cuore affaticato e angosciato, dare speranza alla tua vita arida e deserta! Fermati qui ai suoi piedi e ascolta il suo cuore materno e pieno di amore per te. Non allontanarti da questo luogo, senza aver dato un saluto alla tua madre celeste.
ACCOGLIETEVI l'un l'altro con affetto, consolidate vicendevolmente la fiducia nella PRESENZA di Gesù, reale per la Sua FEDELTÀ'; chiedete a Maria di pregare con voi e per voi. Offrite a Gesù i fratelli e sorelle assenti, deponete ai piedi della Sua Croce le sofferenze che conoscete. La vostra preghiera sia UNANIME, ricca della RICCHEZZA di OGNUNO, segno del COMUNE desiderio di essere ASCOLTATI ed ESAUDITI; pervasa dalla FEDE che viene dall'ESPERIENZA della FEDELTÀ' di Gesù vivo, che è sempre CON NOI.

Chiedete, lasciate un messaggio, una preghiera, un racconto. Scrivi qui la tua preghiera da lasciare ai piedi della Madonnina

giovedì 16 agosto 2012

Il mio credo nella preghiera

Credo che la preghiera non è tutto,
ma che tutto deve cominciare dalla preghiera:
perché l'intelligenza umana è troppo debole;
perché l'uomo che agisce senza Dio
non dà mai il meglio di se stesso.

Credo che Gesù Cristo, dandoci il "Padre Nostro"
ci ha voluto insegnare che la preghiera è amore.

Credo che la preghiera non ha bisogno di parole,
perché l'amore non ha bisogno di parole.

Credo che si può pregare
tacendo, soffrendo, lavorando,
ma il silenzio è preghiera solo se si ama,
la sofferenza è preghiera solo se si ama,
il lavoro è preghiera solo se si ama.

Credo che non sapremo mai con esattezza
se la nostra è preghiera o non lo è.
Ma esiste un test infallibile della preghiera:
se cresciamo nell'amore,
se cresciamo nel distacco dal male,
se cresciamo nella fedeltà alla volontà di Dio.

Credo che impara a pregare
solo chi impara a tacere davanti a Dio.

Credo che impara a pregare solo
chi impara a resistere al silenzio di Dio.

Credo che tutti i giorni dobbiamo
chiedere al Signore il dono della preghiera,
perché chi impara a pregare impara a vivere

mercoledì 8 agosto 2012

Rivolgiamoci alla Madonna, solo Lei può aiutarci…

Vuoi sentirti poverissimo e nello stesso tempo il più ricco di tutti ?
Vuoi scoprire com'è bello sentirsi avvolti dalla tenerezza del Padre,
che " nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli dei campi ?"
Vuoi vedere il mondo, i tuoi cari, la vita, le cose con occhi nuovi ?
Allora tutti i roveti arderanno per te come quello davanti al quale si fermò Mosè stupito. Rivolgiti alla Madonna. Ella è tua Madre.E' l'Immacolata, la tutta Amore, il Giglio di Dio,un giglio nel cui calice sono i tre pistilli di fuoco della Santissima Trinità. Lei ti farà scoprire la gioia e la beatitudine della povertà.

giovedì 19 luglio 2012

Cercare sempre conforto nel Signore nostro Gesù

“ … e se dopo che abbiamo pregato, supplicato, ci sembra
di non aver ricevuto nessuna risposta …
dobbiamo ricordare che i tempi di Dio, non sono i
nostri tempi… e allora impariamo e cerchiamo di
mettere in pratica queste parole:
se non vi è nulla da fare, perché le cose sono per se stesse
insolubili, o le situazioni non dipendono da noi, è arrivata
l’ora di far tacere la mente, chinare il capo, affidare le cose
impossibili nelle mani di Dio Padre e abbandonarsi,
come fanno i bambini…”

martedì 10 luglio 2012

Preghiera per i sogni

Madre, insegnami a vedere
La luce delle stelle
E i volti degli Antenati
Nei mondi lontani e vicini.
Insegnami ad accogliere
Le visioni che mi appaiono
A vedere la verità nel dettaglio
Ed a chiarire i misteri.
Portami nel Tempo del Sogno,
dove spazio e tempo sono alterati,
affinché io possa condividere queste visioni
Con ogni credo e razza.
Custode di tutte le dimensioni,
io cerco le tue Vie di Medicina
per realizzare le mie Visioni,
vedendo la verità che è in me.

giovedì 7 giugno 2012

SPECIALE MADONNA DELLO SCOGLIO

Era il maggio 1968, l'epoca in cui le grandi cristianità d'Europa e d'A­merica venivano sconvolte da una rivoluzione di nuovo tipo. Era un vento libertario di sogni, di eros e di barricate sulla tomba dei divieti che fece tremare de Gaulle, la Francia e la Chiesa. Quella rivoluzione disin­tegrò, in qualche mese, tanti semi­nari e tante opere fiorenti.
Cosimo Fragomeni era molto lon­tano da tutto questo, ma la Vergi­ne gli apparirà, triste, sebbene senza lacrime, diversamente da La Salette. Ecco dunque il suo racconto fino ad oggi inedito. Il giorno 11 Maggio dell'anno 1968, poco prima dell'imbruni­re, stavo rientrando a casa dal lavoro dei campi e portavo sulla spalla un fascio d'erba per gli animali. Mentre passavo, pro­prio dirimpetto allo Scoglio, mi sono visto improvvisamente abbagliato da una grande luce. Mi sono fermato, ho alzato la testa per vedere cosa era suc­cesso, ma non ho visto nulla. Appena mi sono rimesso a camminare, come se qualcuno mi dicesse di guardare verso lo Scoglio, guardai e mi sono visto davanti agli occhi, proprio sulla sommità dello Scoglio, una dolce figura di una giovane donna, di carnagione scura, sui 18 anni di età, con i capelli lun­ghi di colore castano scuro. Era scalza, con le mani giun­te, tutt'attorno circonfusa da un alone di fulgidíssima luce e dietro le spalle si vedeva come un sole luminoso, dai lunghi raggi dorati. Indossava un vestito bianco come la neve, una cintura e un manto azzurro, un velo bianco trasparente in testa, cosparso di stelle e al polso un luccican­te rosario di perle. In quel momento ho sentito come un brivido attraversare il mio corpo, fui preso da un forte senso di paura e stavo per scappare. Ho pensato infatti si trattasse di qualche spirito, anche se dall'aspetto sembrava la Madonna. Il racconto è limpido come quello di Bernadette e ha le stesse caratteristi­che: la luce precede l'apparizione e la circonda. Un timore reverenziale invade il contadino di 18 anni che non ha frequentato molto la scuola, ma, con l'intelligenza intuitiva e la cultura umana della gente della terra, si esprime con termini appro­priati. Descrive l'apparizione con delle parole scelte: carnagione, lucci­canti, fulgidissima che non sono nel mio piccolo Vocabolario. Continua: La giovane donna, dall'alto dello Scoglio, fece un inchino con la testa, distolse le mani e mi fece cenno di non scappare, dicendo­mi con voce amabile e scanden­do le parole piano piano: "Non avere paura, vengo dal Paradi­so, io sono la Vergine Imma­colata, la madre del Figlio di Dio. Sono venuta a chiederti di costruire qui una cappella in mio onore. Io ho scelto que­sto luogo, qui voglio stabilire la mia dimora e desidero che da ogni paese si venga qui a pregare". Appena terminò di parlare, congiunse di nuovo le mani, fece un inchino con la testa, alzò gli occhi al cielo, si staccò dallo Scoglio e subito scom­parve nell'aria. Subito dopo mi sono sentito come sconvolto, profonda­mente turbato, assalito dal dubbio se era veramente la Madonna oppure no. Sono rimasto ancora un attimo ai piedi della grande siepe presso lo Scoglio e poi rientrai subito a casa. Arrivato a casa, ho preso immediatamente carta e penna e ho messo per iscritto, per non dimenticare, le parole che avevo appena udito dalla gio­vane donna.

Chi è dunque Fratel Cosimo?
È difficile definirlo. La sua umiltà e la sua trasparenza, sfidano le definizioni con la forza della sem­plicità. Il suo contatto intimo con Cristo e con la Nostra Signora è palpabile e si irradia intorno a lui. Sembra si identifichi con la luce.
Prega molto: un Rosario al mat­tino e uno alla sera, ma l'elemento di fondo è una meditazione conti­nua.
Al primo incontro, la sua laconicità mi ha sconcertato. Molti veggenti sono loquaci, perfino interminabili. Vi sommergono. Fratel Cosimo invece è piutto­sto il contrario: ciò che irradia da lui è questo "pregare sempre". È la presenza di Dio che mantiene vita e preghiera, non senza sforzo, per preservarsi dalla dispersione che lo circonda".
Fratel Cosimo è uno zampillare calmo e discreto, a immagine della sorgente da cui ha ricevuto la rive­lazione interiore. È calmo, tran­quillo, fiducioso, apparentemente inattivo, preso dal contatto del momento. Ma la sua memoria è attenta, registra.
"Da storico, gli avevo chiesto delle date che non ricordava. Me le ha fatte sapere al mio ritorno, in due correzioni del suo rac­conto autografo delle prime apparizioni". Fratel Cosimo ha deciso intelligen­temente la costruzione del luogo di pellegrinaggio. Realizza lenta­mente e progressivamente la sua missione, secondo le parole ricevu­te in occasione della seconda appa­rizione: "Il Signore vuole fare di te uno strumento del suo Amore per la salvez­za delle anime".
Non manca di ardore interiore, semmai il contrario, ma questo ardore appare solo quando è utile o importante per la sua missione. Allora, emergono parole forti e calorose.
La Vergine gli ha anche detto: "Io ti aiuterò, ma tribolazioni e sofferenze non ti mancheranno".
"Malgrado la sua apparente gioia di vivere con Dio, ho chiesto a Fratel Cosi­mo se avesse problemi con il demonio. Ha risposto con un pronunciato cenno di assenso. Volevo andare a fondo con domande, ma poi non me la sono senti­ta di insistere ancora. Temevo di sem­brare indiscreto. Ho osato ritornare sul­l'argomento solo quando, in auto con Ferdinando Zappavigna, l'amico avvo­cato della Fondazione, ci siamo recati al vescovado. Le risposte sono allora sca­turite vive, precise e talvolta spedite".
In breve, Fratel Cosimo ha attra­versato molte difficoltà e opposi­zioni:
- da parte degli uomini: si tratta dei peccatori che resistono, ma più comunemente di coloro che non accettano l'autenticità del suo incontro, né della sua missione;
- subisce anche le tentazioni e le sevizie del demonio che maltratta i suoi avversari più pericolosi. Così come fece con Gesù Cristo, dalla prima all'ultima tentazione, indi­cata da Luca. Dopo l'insuccesso delle prime tre, il demonio, vinto, si ritirò attendendo nell'ombra il momento opportuno: il kairos come dice la parola greca, cioè l'ora della Passione, l'ultima prova. Seguendo Cristo, Fratel Cosimo ha subito tentazioni e attacchi interiori e fisici. Ha provato la disperazione e l'abbandono pro­prio come Gesù.
"Sulla croce, il Salvatore, sentì forte il senso dell'abbandono e l'a­gonia di una notte che si veniva formando nella sua psicologia umana. Ciò nonostante permane­va in Lui un traboccante perdono e tanta benevolenza".

Fratel Cosimo riceve anche fisica­mente dei duri colpi. Succede nei momenti in cui la sua azione diventa più efficace. In qualche modo ne paga il conto. Allora, però, conserva una grande fiducia in Dio e nella sua azione. Quando sembra che Dio lo abbandoni, si abbandona ancora di più a Lui, nella notte. Viene guidato più di quanto sia lui a guidare.
Quando guida, significa che Dio lo guida.
"Raramente ho visto un tale spoglia­mento, una simile naturale ricettività; per nulla passiva, ma reattiva, se neces­sario".
Conosce anche le sofferenze della Passione, soprattutto il giovedì e il venerdì, giorni commemorativi. Maggiormente durante la Quaresi­ma, sulla scia di San Francesco. Rivive le terribili sofferenze fisiche di Cristo. Le risente, sembra, nel­l'ordine della Passione, compreso lo strazio della morte. Le soffre dall'interno, atrocemente, ma nella pace e nell'amore, senza stig­mate visibili e senza effusione di sangue. Il Signore lo ha invitato a portare la sua croce nel quotidia­no, dicendogli esplicitamente: "Vuoi aiutarmi a portare la Croce?". Questo fa pensare a ciò che il Signore fa vivere in modo discreto a tante anime vittime volontarie. Lo ha chiesto in modo esplicito anche a Yvonne Beauvais, quando il 5 luglio 1922, impegnandosi a dare inizio alla sua vita mistica, Gesù le disse mostrandole la Croce: "Vuoi tu portarla?". Lei ha accettato e ha conosciuto le stigma­te sanguinanti cui è stata dedicata una specifica monografia.

VIDEO PROCESSIONE MADONNA DELLO SCOGLIO E BENEDIZIONE DI FRATEL COSIMO