Parla con la Vergine Maria

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mercoledì 9 luglio 2014

Regina della pace

Aiutaci, dolce Vergine Maria, 
aiutaci a dire: ci sia pace per il nostro povero mondo. 
Tu che fosti salutata dallo Spirito della Pace, 
ottieni pace per noi. 
Tu che accogliesti in te il Verbo della pace, 
ottieni pace per noi. 
Tu che ci donasti il Santo Bambino della pace, 
ottieni pace per noi. 
Tu che sei vicina a Colui che riconcilia 
e dici sempre sì a Colui che perdona, 
votata alla sua eterna misericordia, ottieni a noi la pace. 
Astro clemente nelle notti feroci dei popoli, 
noi desideriamo la pace. 
Colomba di dolcezza tra gli avvoltoi dei popoli, 
noi aspiriamo alla pace. 
Ramoscello di ulivo che germoglia 
nelle foreste bruciate dei cuori umani, 
noi abbiamo bisogno di pace. 
Perché siano finalmente liberati i prigionieri, 
gli esiliati ritornino in patria, 
tutte le ferite siano risanate, ottieni per noi la pace. 
Per l’angoscia degli uomini 
ti chiediamo la pace. 
Per i bambini che dormono nelle loro culle 
ti chiediamo la pace. 
Per i vecchi che vogliono morire nelle loro case 
ti chiediamo la pace. 
Madre dei derelitti, nemica dei cuori di pietra, 
stella che risplendi nelle notti dell’assurdo, 
ti chiediamo la pace.

venerdì 16 maggio 2014

Vergine in preghiera

O Maria, ti preghiamo:
facci comprendere, desiderare, possedere in tranquillità
la purezza dell’anima e del corpo.
 Insegnaci il raccoglimento, l’interiorità;
dacci la disposizione ad ascoltare
le buone ispirazioni e la parola di Dio.
 Insegnaci la necessità della meditazione, della vita interiore 
personale,della preghiera che Dio solo vede nel segreto.
 O Maria, insegnaci l’amore, l’amore a Cristo, l’amore-sacrificio 
per i fratelli. Ottieni a noi la fede,
la fede semplice, piena e forte,
la fede sincera, attinta alla sua
 fonte verace, la parola di Dio.
 Anche di speranza abbiamo bisogno.
Tu sei, Maria, immagine e inizio della Chiesa;
risplendi ora innanzi al popolo di Dio
quale segno di certa speranza e di consolazione.
Amen.

martedì 26 marzo 2013

GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI

E’ importante capire come Gesù abbia la capacità di osservare quei valori necessari per entrare nel Suo Regno, quello di Dio. Vede l’umanità abbracciata alle proprie convinzioni che apparentemente sembrano buone ed esatte, ma che in realtà non realizzano la Verità. C’è sempre il fare e l’essere nei suoi interventi e tutto il Suo Ammaestramento punta sull'essere e non sul fare. C’è pertanto una umanità visibilmente dichiarata impura ed una umanità sostanzialmente dichiarata lecita e pura. La prima appartiene a coloro che sanno di essere tali e lo sono realmente, la seconda a quelli che si dichiarano tali ma che in realtà sono molto lontani dalla loro affermazione. Nei primi, l’umanità impura viaggia sotto il giogo di chi deve molto a Dio in quanto fortemente debitrice; la seconda vive senza nulla dare, ma tutto da ricevere. Gesù cita le prostitute, i ladri ed ogni altra categoria “lontana” da Dio. Su di essi punta la Sua Parola, quale terra che avrebbe portato frutto in quanto terra di creature sconfitte dalla vita. Mette in risalto la loro attenzione e sensibilità verso un mondo nel quale sanno di essere gli ultimi perché giustamente lo sono. Si aspettano quindi qualunque condanna, senza meravigliarsi, e si rassegnano ad essere bisognosi di uno sguardo o di una comprensione amorevole o di una qualunque giustificazione capace di aprire loro quello spiraglio che li riporti ad una qualunque dignità di vita. Sono, pertanto, protesi al bene pur non vivendo il bene, in quanto ultimi. Chiedono al loro più prossimo vicino quello sguardo penetrante capace di ristrutturare il loro tessuto tanto devastato. Come il povero vuole cibo e la mano che lo offre sana gli stimoli della fame, così l’ultimo dei peccatori vuole la comprensione, la misericordia, il perdono, la carità, per sperare di riscoprire la vita. Gesù guarda le loro miserie e ne osserva il bisogno che si nasconde in loro. Porta con la Sua voce ciò che manca, raddrizzando ciò che il male aveva distorto, spianando ciò che il vizio aveva alzato, colmando ciò che il vuoto dei peccati crea. E’ chiaro che la Speranza sorge in coloro che lo ascoltano, al punto tale da renderli morbidi ed attenti a tanto bene. Maria Maddalena avverte l’attenzione di Dio su di Lei e si abbandona alla Sua nuova Proposta. Lei aveva cercato di vivere l’amore, offrendo l’amore. Pur restando nell'offesa del suo vissuto, Dio le dona ciò che Lei stessa desiderava: l’Amore più grande! Lei si innamora dell’Amore che entra nel Suo tessuto e che plasma la Sua arsura e finalmente ottiene l’appagamento perfetto dei suoi desideri: AMA, AMA, AMA Colui che l’Amore E’, Gesù! Tale amore la porta ad essere l’ex prostituta, anche se il mondo dei primi difficilmente riesce a vederla tale. C’è sicuramente in esso la definitiva condanna dell’errore al punto tale da esprimerlo con la morte. Così l’adultera deve morire e con lei ogni peccatore che vive in tale condizione. Ecco che Gesù opera il più grande MIRACOLO di tutti i tempi, la Salvezza per i nuovi ultimi. Coloro che si ritenevano primi li pone dinanzi allo specchio della verità, mostrando loro la Vera faccia che nei secoli si era nascosta sotto il velo dell’ipocrisia e della menzogna. Loro, i primi, si riscoprono simili agli ultimi e, pertanto, gettano la condanna di morte ritenendola boomerang per se stessi. E’ grande Dio che Ama e che colma con il Suo Amore ogni bisogno, sapendo guardare al di là delle apparenze ogni uomo quale unico bisognoso di Lui.

domenica 24 marzo 2013

La Settimana Santa

La Settimana Santa è la settimana nella quale il Cristianesimo celebra gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, comprendenti in particolare la sua passione, morte e resurrezione. In tutto il mondo, i cattolici chiamano Settimana Santa il periodo, da Domenica delle Palme al Sabato Santo, che precede la Pasqua, cioè la domenica in cui si ricorda la Resurrezione dai morti di Gesù Cristo.  Il lunedì, martedì e mercoledì santo la Chiesa contempla in particolare il tradimento di Giuda per trenta denari. Durante la mattina del Giovedì santo non si celebra l'eucarestia nelle parrocchie, perché viene celebrata un'unica Messa ed è proprio in questo giorno che inizia il solenne triduo pasquale della passione, morte e risurrezione di Cristo; in ora serale si celebra la Messa in Cena Domini, nella quale si ricorda l'Ultima Cena di Gesù e si ripete il gesto simbolico della lavanda dei piedi effettuato da Cristo, alla fine della messa gli altari restano senza ornamenti, le croci velate e le campane silenti.
Il Venerdì Santo è il giorno della morte di Gesù sulla Croce. La chiesa celebra verso le tre del pomeriggio la solenne celebrazione della Passione. Il Venerdì Santo è tradizione effettuare, in molti posti per le strade, il pio esercizio della Via Crucis. La chiesa cattolica pratica il digiuno ecclesiastico e si astiene dalle carni come forma di partecipazione alla passione e morte del suo Signore. Il sabato Santo è tradizionalmente giorno in cui non si celebra l'Eucaristia, e la comunione ai malati si porta solamente ai malati in punto di morte, nella notte si celebra la solenne Veglia pasquale, che, nella chiesa cattolica, è la celebrazione più importante di tutto l'Anno Liturgico. 

mercoledì 27 febbraio 2013

O SIGNORE, FA’ DI ME…

O Signore, fa’di me
uno strumento  della tua pace.
Dov'è odio, fa’ che io porti l’amore.
Dov'è offesa, che io porti il perdono.
Dov'è discordia, che io porti l’unione.
Dov'è dubbio, che io porti la fede.
Dov'è errore, che io porti la verità.
Dov'è disperazione, che io porti la speranza.
Dov'è tristezza, che io porti la gioia.
Dove sono le tenebre, che io porti la luce.
O Signore, fa’che io
non cerchi tanto di essere consolato,
quanto di consolare;
di essere compreso, quanto di comprendere;
di essere amato, quanto di amare.
Poiché donando, si riceve;
perdonando, si è perdonati;
morendo, si risuscita a vita eterna.
Amen.

mercoledì 16 maggio 2012

Sei ragioni per cui le nostre preghiere non sono esaudite


Sei ragioni per cui le nostre preghiere non sono esaudite

Satana vorrebbe farci credere che Dio ha chiuso le proprie orecchie alle nostre preghiere, lasciandoci da soli con i nostri problemi.
Ma la preghiera, se fatta nel giusto modo, si rivela essere un'arma molto efficace...
Una delle più grandi tragedie nella Chiesa è che pochi credono nella potenza della preghiera; infatti, molti nel popolo di Dio si lamentano e dicono: "Io prego, ma non ricevo risposta" o ancora "Ho pregato a lungo, senza alcun risultato, quanto tempo dovrò aspettare ancora?". Altri non pregano più perché sono convinti che le loro petizioni non riescono a giungere al trono della grazia divina. Altri ancora ritengono che soltanto credenti come Daniele, Davide ed Elia riescano a far arrivare le loro preghiere a Dio.
C'è una preghiera che stai facendo da molto tempo a cui non ha ricevuto risposta? Sono passati anni e stai ancora aspettando l'intervento di Dio? Stiamo attenti a non incolpare Dio di essere pigro e indifferente verso i nostri bisogni e le nostre richieste, come invece fece Giobbe. Egli si lamentava: "Io grido a te, e tu non mi rispondi; ti sto davanti, ma tu mi stai ad osservare" (Giobbe 30:20).

È tempo che noi credenti guardiamo alle ragioni per le quali le nostre preghiere sono senza risposta. Incolpiamo Dio di negligenza, quando invece dovremmo fare un bell'esame di coscienza.
  • Le nostre preghiere non sono accettate quando non sono secondo la volontà di Dio.
Noi non possiamo pregare per ogni cosa che la nostra mente egoista concepisce. C'è una "legge" della preghiera! Possiamo pregare per qualunque cosa vogliamo, sempre che sia nella Sua volontà, poiché è scritto: "se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce" (1 Giovanni 5:14).
I discepoli non pregarono secondo la volontà di Dio quando furono animati da uno spirito di rivincita e vendetta; essi supplicarono Dio in questo modo: "Signore, vuoi che diciamo che un fuoco scenda dal cielo e li consumi? Ma Gesù rispose: Voi non sapete di quale spirito siete" (Luca 9:54-55).
Giobbe, nel suo dolore, supplicò Dio di prendere la sua vita; però, come rispose Dio a tale preghiera? Essa era contraria alla volontà di Dio. Infatti la Parola ci avverte: "il tuo cuore non s'affretti a proferir verbo davanti a Dio" (Ecclesiaste 5:2).
Dobbiamo piuttosto pregare come fece Daniele: "Volsi quindi la mia faccia verso il Signore DIO, per cercarlo con preghiera e suppliche" (Daniele 9:3). Egli esaminava le Scritture; poi, si presentava davanti al trono di Dio.
Ben sappiamo noi quel che vogliamo, ma la volontà di Dio non l'accettiamo con facilità.
  • Le nostre preghiere possono fallire quando hanno lo scopo di soddisfare lussurie, sogni o illusioni.
"Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri" (Giacomo 4:3). Dio non risponderà ad alcuna preghiera che vuole onorare noi stessi o aiutare le nostre tentazioni. Dio non risponderà alle preghiere di una persona che nutre lussuria nel proprio cuore: "Se avessi serbato del male nel mio cuore, il Signore non mi avrebbe dato ascolto" (Salmo 66:18).
Per sapere se la nostra richiesta è mossa dalla lussuria è molto semplice: quando non riceviamo la cosa desiderata, ci mettiamo a piagnucolare e gridare, oppure diamo luogo a una serie di mormorii e lagnanze, accusando alla fine Dio di essere sordo. Leggiamo infatti: "Perché abbiamo digiunato, e tu non l'hai visto? Perché abbiamo afflitto le nostre anime, e tu non l'hai notato" (Isaia 58:3). Il cuore concupiscente non può vedere la gloria di Dio nei Suoi rifiuti e ritardi.
Dio ricevette maggiore gloria non accogliendo la preghiera di Gesù di allontanare l'amaro calice del sacrificio. Dove saremmo oggi, se Dio avesse accolto con favore quella richiesta? Solo un perdono completo dei peccati a noi più cari spalancherà le porte del cielo e riverserà su di noi molte benedizioni.
Arrendiamoci a Dio invece di andare a destra o a sinistra, rivolgendoci perfino all'idolatria o all'occultismo per far fronte a disperazione, miseria e inquietudine. La pace viene soltanto quando ci arrendiamo a Dio e abbandoniamo tutte le concupiscenze e i peccati nascosti.
  • Le nostre preghiere possono essere rifiutate quando non mostriamo diligenza nell'aspettare Dio nella risposta.
Noi andiamo a Dio come se Egli fosse una specie di parente ricco, che può donarci tutto quello che gli chiediamo, mentre da parte nostra non alziamo neanche un dito; eleviamo le nostre mani a Dio in preghiera e poi le rimettiamo in tasca.

Insomma, aspettiamo che le nostre preghiere mettano Dio al lavoro per noi, mentre ci sediamo pigramente e diciamo: "Egli è onnipotente; è Lui che deve compiere l'opera". Per qualcuno tale punto di vista potrebbe addirittura sembrare una dimostrazione di fede, ma è sbagliato; Dio non vuole avere alcun mendicante o pigro alla propria porta: "Infatti, anche quando eravamo tra di voi, vi ordinavamo questo: se qualcuno non vuol lavorare neppure mangi" (2 Tessalonicesi 3:10).
Esempio: è bene pregare per un posto di lavoro, ma bisogna passare all'azione cercandolo e accontentarsi di quel che si trova. Oppure si può anche pregare per avere vittoria sopra una certa concupiscenza, ma poi si aspetta che Dio faccia il resto; questo è sbagliato! Nessun peccato è mai stato eliminato dal cuore, senza la cooperazione dell'uomo; Giosuè si era prostrato tutta la notte, gemendo a motivo della sconfitta d'Israele. Dio lo fece rimettere in piedi dicendo: "Alzati! Perché rimani prostrato con la faccia a terra? Israele ha peccato [...] Lèvati, santifica il popolo" (Giosuè 7:10-13).
Dio ha tutto il diritto di farci alzare dalle nostre ginocchia e dire: "Perché siedi qui pigramente, attendendo un miracolo? Non ti ho comandato di fuggire da ogni apparenza di male? Tu devi fare qualcosa di più del semplice pregare contro la tua concupiscenza: ti è stato comandato di fuggire da essa; non puoi riposarti fino a quando non avrai fatto tutto quello che ti è stato comandato".
Il miracolo di liberazione da un peccato giunge quando tu lo vuoi abbandonare! I peccati non abbandonati, invece, ci fanno stare a contatto con il diavolo: "Tu metti le nostre colpe davanti a te, i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto" (Salmo 90:8). Dio mostrò il peccato a Davide, uomo geloso del proprio buon nome e della propria reputazione, per poter onorare la Sua santità; oggi il suo esempio si pone di fronte ai nostri occhi ogni volta che leggiamo di lui nelle Scritture.
Non incolpare Dio di non voler ascoltare le tue preghiere, se tu stesso non vuoi ascoltare la Sua chiamata all'obbedienza. A lungo andare finirai per bestemmiare Dio, accusandoLo di negligenza quando, invece, tu sei il colpevole.
  • Le nostre preghiere possono essere impedite da un rancore nascosto nel cuore contro qualcuno. 

Dice la Parola: "Deposta dunque ogni malizia ed ogni inganno, le ipocrisie, le invidie ed ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate ardentemente il puro latte della parola, affinché per suo mezzo cresciate" (1 Pietro 2:1-2).
Cristo vuole comunicare anche con persone colleriche, litigiose e senza misericordia, perché anche loro hanno bisogno di ricevere buoni insegnamenti dal Maestro che vuole trasformare ogni cuore. Ma ciò non significa che il Signore approvi tale avversa disposizione! Ricordiamoci che sono i malati ad aver bisogno del medico (Marco 2:17).
La legge di Dio per la preghiera è chiara su questo punto: "Voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando le mani pure, senza ira e dispute" (1 Timoteo 2:8). Non perdonare i torti subiti rende impossibile a Dio di perdonarci e benedirci; Egli ci ha istruito a pregare: "perdona noi, come noi perdoniamo gli altri" (Matteo 6:12). Tutte le liti e le dispute tra credenti affliggeranno Cristo molto più che tutti i peccati degli empi; nessuna sorpresa, quindi, se le nostre preghiere vengono ostacolate.
Non dovremmo meravigliarci se Dio ci chiude le porte del cielo fino a quando non avremo imparato ad amare e perdonare, anche a coloro che più ci hanno offeso.
Buttate fuori Giona dalla nave e la tempesta si calmerà! Perdona il tuo fratello e la tua preghiera sarà ascoltata.
  • Le nostre preghiere non vengono esaudite perché non aspettiamo abbastanza.
Satana cerca da sempre di ingannarci con le bugie. Abrahamo pregò per avere un figlio e Dio rispose. Ma quanti anni sono dovuti passare prima che egli potesse tenere quel bambino fra le braccia? Ogni preghiera fatta con fede viene ascoltata nel momento che viene elevata, ma Dio sceglie di rispondere a Suo modo e nel Suo tempo, avvolgendo i Suoi dinieghi con una dolce coperta d'amore, affinché non cadiamo nella disperazione.
  • Le nostre preghiere non vengono esaudite quando noi stessi cerchiamo di deliberare come Dio ci deve rispondere.
Coloro che impongono a Dio come e quando rispondere, in realtà non fanno altro che limitarlo. Egli risponderà sì o no a seconda del Suo piano.
Che tragedia avere un Dio così grande quando si ha poca fede in Lui!

Quando ti senti giù e Satana sussurra nelle tue orecchie che Dio si è dimenticato di te, tappagli la bocca e digli: "Non è Dio a essersi dimenticato di me, ma io di Lui", com'è scritto: "Il motivo della mia afflizione è che la destra dell'Altissimo è mutata. Ricorderò le opere dell'Eterno, sì, ricorderò le tue meraviglie dei tempi passati" (Salmo 77:10-11).
Potresti essere colpevole di ribellione spirituale non credendo che la risposta di Dio arriverà nel momento opportuno; puoi star sicuro che quando essa arriverà, sarà in un modo e in un tempo in cui potrà essere molto più apprezzata.
Smetti di lagnarti e impara ad aver fiducia! Dio vuole che abbiamo fede nel Suo amore.