Parla con la Vergine Maria

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giovedì 25 settembre 2014

Ave a te madre di Dio

Madre del Cielo, stella del mattino 
come un canto ha il tuo nome: Maria ...
La tua purezza è una lode al Signore
dolce creatura di Dio.
Alle tue mani, affido la mia vita,
il mio cuore lo dono a te.
Ave Maria, Piena di Grazia dolce Madre sei del Salvatore,
la tua preghiera a Dio è fonte di grazia per me
tu portami salvezza per l'umanità.
Dolce dono del cielo, per la mia vita,
la tua luce risplende su di me.
Contemplo il tuo volto, bellezza senza fine
i tuoi occhi mi donano l'amore di Gesù.
Tienimi sempre tu per mano, con te accanto
il male non temerò.
Ave Maria, Piena di Grazia dolce Madre sei del Salvatore
tu sei il segno più grande dell'amore di Dio,
Lui che ti ha scelta fra tutte le donne.
Con te voglio contare la mia lode al Signore
Al re del cielo che mi ha dato per te per madre
la mia anima si eleva verso il cielo 
e il mio spirito esulta per te ...
Ave Maria, Piena di Grazia 
Ave a te madre di Dio

mercoledì 9 luglio 2014

Regina della pace

Aiutaci, dolce Vergine Maria, 
aiutaci a dire: ci sia pace per il nostro povero mondo. 
Tu che fosti salutata dallo Spirito della Pace, 
ottieni pace per noi. 
Tu che accogliesti in te il Verbo della pace, 
ottieni pace per noi. 
Tu che ci donasti il Santo Bambino della pace, 
ottieni pace per noi. 
Tu che sei vicina a Colui che riconcilia 
e dici sempre sì a Colui che perdona, 
votata alla sua eterna misericordia, ottieni a noi la pace. 
Astro clemente nelle notti feroci dei popoli, 
noi desideriamo la pace. 
Colomba di dolcezza tra gli avvoltoi dei popoli, 
noi aspiriamo alla pace. 
Ramoscello di ulivo che germoglia 
nelle foreste bruciate dei cuori umani, 
noi abbiamo bisogno di pace. 
Perché siano finalmente liberati i prigionieri, 
gli esiliati ritornino in patria, 
tutte le ferite siano risanate, ottieni per noi la pace. 
Per l’angoscia degli uomini 
ti chiediamo la pace. 
Per i bambini che dormono nelle loro culle 
ti chiediamo la pace. 
Per i vecchi che vogliono morire nelle loro case 
ti chiediamo la pace. 
Madre dei derelitti, nemica dei cuori di pietra, 
stella che risplendi nelle notti dell’assurdo, 
ti chiediamo la pace.

domenica 27 gennaio 2013

Sii benedetto

Sii benedetto, o Dio,
che sei così grande,
così luminoso e così buono.

Sii benedetto, o Dio,
per essere Colui ch'è
e che non prende niente da nessuno,
non riceve niente da nessuno.

Sii benedetto,
perché sei solo intelligenza e amore,
una luce immateriale
che nulla potrebbe oscurare,
una bontà che nulla
potrebbe mai impicciolire.

Sii benedetto, o Dio,
perché stai al di là
del mio sguardo
e tuttavia stai in cima alla mia fede
e al mio amore.

Sii benedetto, o Dio,
perché sei l'infinito
che si apre a me
e sei la beatitudine
che mi chiama.

lunedì 3 settembre 2012

I SEGNI DIVINI

Nel quarto vangelo troviamo che Giovanni non parla di miracoli o di guarigioni ma di segni. Un segno ci porta sempre a un significato. Come il fumo dimostra l'esistenza del fuoco, così un miracolo o una guarigione ci dice (ci significa) che Dio è lì che agisce e salva. Sono segni sensibili dell'azione invisibile di Dio. Le guarigioni sono dei « semafori » (semeion-fero) che ci indicano:

1. Che Gesù è vivo anche oggi e ha il medesimo potere che aveva in Samaria e in Galilea per guarire i malati.

2. Che Dio ci ama e vuole la salvezza totale dell'uomo, del suo corpo e della sua anima.

3. Che Gesù è il Messia. Quando i discepoli di Giovanni Battista andarono a domandare a Gesù se era lui il Messia, lui non rispose ma cominciò a guarire i malati.

Molte volte non si ammettono miracoli e guarigioni perché implicano anche l'accettazione di Gesù e delle sue richieste; in quanto accettare i segni implica riconoscerne i significati; per questo si negano.

martedì 5 giugno 2012

SPECIALE MADONNA DI LOURDES

La storia di Lourdes
Ai piedi dei Pirenei, Lourdes accoglie ogni anno 5 milioni di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Qui un giorno Maria è apparsa all’umile veggente Bernadette Soubirous, incaricandola di un grande messaggio di speranza per l’umanità, sofferente nel corpo e nello spirito, che è l’eco della parola di Dio affidata alla Chiesa.
Quella mattina era un giovedì grasso e a Lourdes faceva tanto freddo. In casa Soubirous non c’era più legna da ardere. Bernadette, che allora aveva 14 anni, era andata con la sorella Toinette e una compagna a cercar dei rami secchi nei dintorni del paese.
Verso mezzogiorno le tre bambine giunsero vicino alla rupe di Massabielle, che formava, lungo il fiume Gave, una piccola grotta. Qui c’era “la tute aux cochons”, il riparo per i maiali, un angolo sotto la roccia dove l’acqua depositava sempre legna e detriti. Per poterli andare a raccogliere, bisognava però attraversare un canale d’acqua, che veniva da un mulino e si gettava nel fiume.
Toinette e l’amica calzavano gli zoccoli, senza calze. Se li tolsero, per entrare nell'acqua fredda. Bernadette invece, essendo molto delicata e soffrendo d'asma, portava le calze. Pregò l’amica di prenderla sulle spalle, ma quella si rifiutò, scendendo con Toinette verso il fiume.
Rimasta sola, Bernadette pensò di togliersi anche lei gli zoccoli e le calze, ma mentre si accingeva a far questo udì un gran rumore: alzò gli occhi e vide che la quercia abbarbicata al masso di pietra si agitava violentemente, per quanto non ci fosse nell’aria neanche un alito di vento. Poi la grotta fu piena di una nube d’oro, e una splendida Signora apparve sulla roccia.
La Signora aveva l’aspetto di una giovane di sedici o diciassette anni. Vestita di bianco, con una fascia azzurra che scendeva lungo l’abito, portava sulla testa un velo bianco che lasciava intravedere appena i capelli ricadendo all’indietro fino all’altezza della fascia. Dal braccio le pendeva un grande rosario dai grani bianchi, legati da una catenella d’oro, mentre sui piedi nudi brillavano due rose, anch’esse di un oro lucente.
Istintivamente, Bernadette s'inginocchiò, tirando fuori la coroncina del Rosario. La Signora la lasciò fare, unendosi alla sua preghiera con lo scorrere silenzioso fra le sue dita dei grani del Rosario. Alla fine di ogni posta, recitava ad alta voce insieme a Bernadette il Gloria Patri. Quando la piccola veggente ebbe terminato il Rosario, la bella Signora scomparve all’improvviso, ritirandosi nella nicchia, così come era venuta.
Tre giorni dopo, il 14 Febbraio, Bernadette - che ha subito raccontato alla sorella e all’amica quanto le è accaduto, riferendo della cosa anche in casa – si sente chiamata interiormente verso la grotta di Massabielle, munita questa volta di una bottiglietta di acqua benedetta che getta prontamente sulla S. Vergine durante la nuova apparizione, perché, così le è stato detto, su queste cose non si sa mai e potrebbe anche essere il diavolo a farle un tiro mancino…
La Vergine sorride al gesto di Bernadette e non dice nulla. Il 18 febbraio, finalmente, la Signora parla. “Non vi prometto di farvi felice in questo mondo – le dice - , ma nell’altro. Volete farmi la cortesia di venire qui per quindici giorni?”. La Signora, quindi, confida a Bernadette tre segreti che la giovane deve tenere per sé e non rivelare mai a nessuno.
Intanto la notizia delle apparizioni si diffonde in un baleno in tutta Lourdes e molti curiosi si recano con Bernadette in quella grotta dove lei dice di vedere “Aquéro” (quella là, nel dialetto di Lourdes). Bernadette, infatti, non conosce il francese, ma sa parlare solo il patois, il dialetto locale. E nel patois la bella Signora che le appare a Massabielle è “Aquéro”.
E intanto l’afflusso della gente alla grotta aumenta. Nell’apparizione del 24 febbraio la Madonna ripete per tre volte la parola “Penitenza”. Ed esorta: “Pregate per i peccatori”.
Il giorno seguente, la Signora dice a Bernadette di andare alla fonte a lavarsi e a bere. Ma non c’erano fonti in quel luogo, né sorgenti. La Signora allora indica un punto esatto. Bernadette vi si reca e poiché non vede l’acqua comincia a scavare con le sue mani, impiastricciandosi la faccia e mangiando fili d’erba... Tutti i presenti si burlano di lei. Ma, poco dopo, da quella piccola buca scavata nella terra dalle mani di Bernadette, cominciava a scorrere acqua in abbondanza. Un cieco si bagnò gli occhi con quell’acqua e riacquistò la vista all’istante.
Da allora la sorgente non ha mai cessato di sgorgare. E’ l’acqua di Lourdes, che prodigiosamente guarisce ancora oggi ogni sorta di mali, spirituali e fisici, e senza minimamente diffondere il contagio delle migliaia di malati immersi nelle piscine. È anche il ricordo più caro che ogni pellegrino ama portare con sé, facendo ritorno a casa dalla cittadella di Maria.
Ma un fatto ancora più eclatante doveva verificarsi, dopo il miracolo della sorgente, per avvalorare come soprannaturali le apparizioni di Massabielle. La Signora aveva chiesto a Bernadette che i sacerdoti si portassero lì in processione e che si costruisse una cappella. L’abate Peyramale, però, parroco di Lourdes, non ne voleva sapere e chiese perciò a Bernadette un segno irrefutabile: qual era il nome della bella Signora che le appariva alla grotta?
Nell’apparizione del 25 marzo 1858, “Aquéro” rivelò finalmente il suo nome. Alla domanda di Bernadette, nel dialetto locale rispose: “Que soy era Immaculada Councepciou…” (Io sono l’Immacolata Concezione). Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l'Immacolata Concezione di Maria un dogma, cioè una verità della fede cattolica, ma questo Bernadette non poteva saperlo. Così, nel timore di dimenticare tale espressione per lei incomprensibile, la ragazza partì velocemente verso la casa dell’abate Peyramale, ripetendogli tutto d’un fiato la frase appena ascoltata.
L’abate, sconvolto, non ha più dubbi. Da questo momento il cammino verso il riconoscimento ufficiale delle apparizioni può procedere speditamente, fino alla lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, che, dopo un’accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario mariano internazionale.


PREGHIERA ALLA MADONNA DI LOURDES
Ave Maria, donna povera e umile, benedetta dall'Altissimo!
Vergine della speranza, profezia dei tempi nuovi,
noi ci associamo al tuo cantico di lode
per celebrare le misericordie del Signore,
per annunciare la venuta del Regno
e la piena liberazione dell'uomo.
Ave Maria, umile serva del Signore,
gloriosa Madre di Cristo!
Vergine fedele, dimora santa del Verbo,
insegnaci a perseverare nell'ascolto della Parola,
a essere docili alla voce dello Spirito,
attenti ai suoi appelli nell'intimità della coscienza
e alle sue manifestazioni negli avvenimenti della storia.
Ave Maria, donna del dolore, Madre dei viventi!
Vergine sposa presso la Croce, Eva novella,
sii nostra guida sulle strade del mondo,
insegnaci a vivere e a diffondere l'amore di Cristo,
a sostare con Te presso le innumerevoli croci
sulle quali tuo Figlio è ancora crocifisso.
Ave Maria, donna della fede, prima dei discepoli!
Vergine Madre della Chiesa,
aiutaci a rendere sempre ragione della speranza che è in noi,
confidando nella bontà dell'uomo
e nell'amore del Padre.
Insegnaci a costruire il mondo dal di dentro:
nella profondità del silenzio e dell'orazione,
nella gioia dell'amore fraterno,
nella fecondità insostituibile della Croce.

giovedì 31 maggio 2012

Preghiera del tossicodipendente


Preghiera del tossicodipendente
Signore, la vita mia è appesa a una siringa, a una polvere bianca che
mi ha offuscato lo sguardo e la mente. Avevo bisogno di tante cose
Signore, ma nessuno mi ha risposto. Neanche la tua voce ho sentito. Ma
adesso voglio gridarti la mia rabbia e la mia angoscia. Dov'eri quando
cercavo disperatamente il senso della mia vita o quando chiedevo di
essere amato e nessuno si volgeva a me o quando cercavo amore e mi
offrivano solo piacere? Solo adesso mi accorgo dov'eri. Eri dentro
quella mia ricerca di amore; eri quel volto sconosciut che cercavo;
eri quello che mi dava un amore che non riconoscevo; eri dentro quella
mia stessa vita che credevo persa per sempre. Ma forse non è troppo
tardi: il tempo non rientra nelle dimensioni dell'amore. Dall'eternità
mi ami e all'eternità mi destini, cosa possono essere alcuni anni
"persi" se non frammenti sfuggiti dalla distrazione e dal capriccio?
Anch'io posso essere come l'operaio dell'ultima ora dì cui parli nel
Vangelo. Mi hai chiamato alla fine della giornata. E che importa? Non
mi darai meno di quelli che hai chiamato all'alba.
Anche la quantità non è dimensione dell'amore. E il tuo non si lascia
ingabbiare entro gli angusti contenitori delle categorie umane.
Accoglimi Signore, anche se arrivo in ritardo e liberami. Lascia che il
tempo della "dipendenza” sia solo nebbioso ricordo di un passato che
vorrei non mi appartenesse più. Fortifica col tuo il mio spirito
fiacco; lasciami riconoscere il tuo volto tra quello degli amici e
lasciami sceglier la tua compagnia. Ho ancora tempo per amare, ho
tempo e voglia per ricostruire. Ci sono tanti intorno a me che mi
tendono la mano, una mano disarmata che stento a riconoscere, abituato
come sono alle mani che nascondono la morte dentro il velluto del
guanto e il ghigno cadaverico dietro il sorriso accattivante. Ma il
cammino è in salita e ho ancora bisogno di essere sostenuto. Signore
Gesù, venuto a ridare la libertà ai prigionieri e a liberare gli
oppressi, sgancia i miei ceppi. Sii solo Tu la mia “dipendenza".