Nel
quarto vangelo troviamo che Giovanni non parla di miracoli o di guarigioni ma
di segni. Un
segno ci porta sempre a un significato. Come il fumo dimostra l'esistenza del
fuoco, così un miracolo o una guarigione ci dice (ci significa) che Dio è lì
che agisce e salva. Sono segni sensibili dell'azione invisibile di Dio. Le
guarigioni sono dei « semafori » (semeion-fero) che ci indicano:
1.
Che Gesù è vivo anche oggi e ha il medesimo potere che aveva in Samaria e in
Galilea per guarire i malati.
2.
Che Dio ci ama e vuole la salvezza totale dell'uomo, del suo corpo e della sua
anima.
3.
Che Gesù è il Messia. Quando i discepoli di Giovanni Battista andarono a
domandare a Gesù se era lui il Messia, lui non rispose ma cominciò a guarire i
malati.
Molte volte non si ammettono miracoli e
guarigioni perché implicano anche l'accettazione di Gesù e delle sue richieste;
in quanto accettare i segni implica riconoscerne i significati; per questo si
negano.
Ai piedi dei Pirenei, Lourdes accoglie ogni anno 5 milioni di
visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Qui un giorno Maria è apparsa
all’umile veggente Bernadette Soubirous, incaricandola di un grande messaggio
di speranza per l’umanità, sofferente nel corpo e nello spirito, che è l’eco
della parola di Dio affidata alla Chiesa.
Quella mattina era un giovedì grasso e a Lourdes faceva tanto
freddo. In casa Soubirous non c’era più legna da ardere. Bernadette, che allora
aveva 14 anni, era andata con la sorella Toinette e una compagna a cercar dei
rami secchi nei dintorni del paese.
Verso mezzogiorno le tre bambine giunsero vicino alla rupe di
Massabielle, che formava, lungo il fiume Gave, una piccola grotta. Qui c’era
“la tute aux cochons”, il riparo per i maiali, un angolo sotto la roccia dove
l’acqua depositava sempre legna e detriti. Per poterli andare a raccogliere,
bisognava però attraversare un canale d’acqua, che veniva da un mulino e si
gettava nel fiume.
Toinette e l’amica calzavano gli zoccoli, senza calze. Se li
tolsero, per entrare nell'acqua fredda. Bernadette invece, essendo molto
delicata e soffrendo d'asma, portava le calze. Pregò l’amica di prenderla sulle
spalle, ma quella si rifiutò, scendendo con Toinette verso il fiume.
Rimasta sola, Bernadette pensò di togliersi anche lei gli
zoccoli e le calze, ma mentre si accingeva a far questo udì un gran rumore:
alzò gli occhi e vide che la quercia abbarbicata al masso di pietra si agitava
violentemente, per quanto non ci fosse nell’aria neanche un alito di vento. Poi
la grotta fu piena di una nube d’oro, e una splendida Signora apparve sulla
roccia.
La Signora aveva l’aspetto di una giovane di sedici o
diciassette anni. Vestita di bianco, con una fascia azzurra che scendeva lungo
l’abito, portava sulla testa un velo bianco che lasciava intravedere appena i
capelli ricadendo all’indietro fino all’altezza della fascia. Dal braccio le
pendeva un grande rosario dai grani bianchi, legati da una catenella d’oro,
mentre sui piedi nudi brillavano due rose, anch’esse di un oro lucente.
Istintivamente, Bernadette s'inginocchiò, tirando fuori la
coroncina del Rosario. La Signora la lasciò fare, unendosi alla sua preghiera
con lo scorrere silenzioso fra le sue dita dei grani del Rosario. Alla fine di
ogni posta, recitava ad alta voce insieme a Bernadette il Gloria Patri. Quando
la piccola veggente ebbe terminato il Rosario, la bella Signora scomparve
all’improvviso, ritirandosi nella nicchia, così come era venuta.
Tre giorni dopo, il 14 Febbraio, Bernadette - che ha subito
raccontato alla sorella e all’amica quanto le è accaduto, riferendo della cosa
anche in casa – si sente chiamata interiormente verso la grotta di Massabielle,
munita questa volta di una bottiglietta di acqua benedetta che getta
prontamente sulla S. Vergine durante la nuova apparizione, perché, così le è
stato detto, su queste cose non si sa mai e potrebbe anche essere il diavolo a
farle un tiro mancino…
La Vergine sorride al gesto di Bernadette e non dice nulla.
Il 18 febbraio, finalmente, la Signora parla. “Non vi prometto di farvi felice
in questo mondo – le dice - , ma nell’altro. Volete farmi la cortesia di venire
qui per quindici giorni?”. La Signora, quindi, confida a Bernadette tre segreti
che la giovane deve tenere per sé e non rivelare mai a nessuno.
Intanto la notizia delle apparizioni si diffonde in un baleno
in tutta Lourdes e molti curiosi si recano con Bernadette in quella grotta dove
lei dice di vedere “Aquéro” (quella là, nel dialetto di Lourdes). Bernadette,
infatti, non conosce il francese, ma sa parlare solo il patois, il dialetto
locale. E nel patois la bella Signora che le appare a Massabielle è “Aquéro”.
E intanto l’afflusso della gente alla grotta aumenta.
Nell’apparizione del 24 febbraio la Madonna ripete per tre volte la parola
“Penitenza”. Ed esorta: “Pregate per i peccatori”.
Il giorno seguente, la Signora dice a Bernadette di andare
alla fonte a lavarsi e a bere. Ma non c’erano fonti in quel luogo, né sorgenti.
La Signora allora indica un punto esatto. Bernadette vi si reca e poiché non
vede l’acqua comincia a scavare con le sue mani, impiastricciandosi la faccia e
mangiando fili d’erba... Tutti i presenti si burlano di lei. Ma, poco dopo, da
quella piccola buca scavata nella terra dalle mani di Bernadette, cominciava a
scorrere acqua in abbondanza. Un cieco si bagnò gli occhi con quell’acqua e
riacquistò la vista all’istante.
Da allora la sorgente non ha mai cessato di sgorgare. E’
l’acqua di Lourdes, che prodigiosamente guarisce ancora oggi ogni sorta di
mali, spirituali e fisici, e senza minimamente diffondere il contagio delle
migliaia di malati immersi nelle piscine. È anche il ricordo più caro che ogni
pellegrino ama portare con sé, facendo ritorno a casa dalla cittadella di
Maria.
Ma un fatto ancora più eclatante doveva verificarsi, dopo il
miracolo della sorgente, per avvalorare come soprannaturali le apparizioni di
Massabielle. La Signora aveva chiesto a Bernadette che i sacerdoti si
portassero lì in processione e che si costruisse una cappella. L’abate
Peyramale, però, parroco di Lourdes, non ne voleva sapere e chiese perciò a
Bernadette un segno irrefutabile: qual era il nome della bella Signora che le
appariva alla grotta?
Nell’apparizione del 25 marzo 1858, “Aquéro” rivelò
finalmente il suo nome. Alla domanda di Bernadette, nel dialetto locale
rispose: “Que soy era Immaculada Councepciou…” (Io sono l’Immacolata
Concezione). Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l'Immacolata
Concezione di Maria un dogma, cioè una verità della fede cattolica, ma questo Bernadette
non poteva saperlo. Così, nel timore di dimenticare tale espressione per lei
incomprensibile, la ragazza partì velocemente verso la casa dell’abate
Peyramale, ripetendogli tutto d’un fiato la frase appena ascoltata.
L’abate, sconvolto, non ha più dubbi. Da questo momento il
cammino verso il riconoscimento ufficiale delle apparizioni può procedere
speditamente, fino alla lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di
Tarbes, che, dopo un’accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua
vocazione di santuario mariano internazionale.
PREGHIERA ALLA MADONNA DI LOURDES
Ave Maria, donna povera e umile, benedetta dall'Altissimo!
Vergine della speranza, profezia dei tempi nuovi,
noi ci associamo al tuo cantico di lode
per celebrare le misericordie del Signore,
per annunciare la venuta del Regno
e la piena liberazione dell'uomo.
Ave Maria, umile serva del Signore,
gloriosa Madre di Cristo!
Vergine fedele, dimora santa del Verbo,
insegnaci a perseverare nell'ascolto della Parola,
a essere docili alla voce dello Spirito,
attenti ai suoi appelli nell'intimità della coscienza
e alle sue manifestazioni negli avvenimenti della storia.
Ave Maria, donna del dolore, Madre dei viventi!
Vergine sposa presso la Croce, Eva novella,
sii nostra guida sulle strade del mondo,
insegnaci a vivere e a diffondere l'amore di Cristo,
a sostare con Te presso le innumerevoli croci
sulle quali tuo Figlio è ancora crocifisso.
Ave Maria, donna della fede, prima dei discepoli!
Vergine Madre della Chiesa,
aiutaci a rendere sempre ragione della speranza che è in noi,
Signore, la vita mia è appesa a una siringa, a
una polvere bianca che
mi ha offuscato lo sguardo e la mente. Avevo bisogno di tante cose
Signore, ma nessuno mi ha risposto. Neanche la tua voce ho sentito. Ma
adesso voglio gridarti la mia rabbia e la mia angoscia. Dov'eri quando
cercavo disperatamente il senso della mia vita o quando chiedevo di
essere amato e nessuno si volgeva a me o quando cercavo amore e mi
offrivano solo piacere? Solo adesso mi accorgo dov'eri. Eri dentro
quella mia ricerca di amore; eri quel volto sconosciut che cercavo;
eri quello che mi dava un amore che non riconoscevo; eri dentro quella
mia stessa vita che credevo persa per sempre. Ma forse non è troppo
tardi: il tempo non rientra nelle dimensioni dell'amore. Dall'eternità
mi ami e all'eternità mi destini, cosa possono essere alcuni anni
"persi" se non frammenti sfuggiti dalla distrazione e dal capriccio?
Anch'io posso essere come l'operaio dell'ultima ora dì cui parli nel
Vangelo. Mi hai chiamato alla fine della giornata. E che importa? Non
mi darai meno di quelli che hai chiamato all'alba.
Anche la quantità non è dimensione dell'amore. E il tuo non si lascia
ingabbiare entro gli angusti contenitori delle categorie umane.
Accoglimi Signore, anche se arrivo in ritardo e liberami. Lascia che il
tempo della "dipendenza” sia solo nebbioso ricordo di un passato che
vorrei non mi appartenesse più. Fortifica col tuo il mio spirito
fiacco; lasciami riconoscere il tuo volto tra quello degli amici e
lasciami sceglier la tua compagnia. Ho ancora tempo per amare, ho
tempo e voglia per ricostruire. Ci sono tanti intorno a me che mi
tendono la mano, una mano disarmata che stento a riconoscere, abituato
come sono alle mani che nascondono la morte dentro il velluto del
guanto e il ghigno cadaverico dietro il sorriso accattivante. Ma il
cammino è in salita e ho ancora bisogno di essere sostenuto. Signore
Gesù, venuto a ridare la libertà ai prigionieri e a liberare gli
oppressi, sgancia i miei ceppi. Sii solo Tu la mia “dipendenza".